Guida semina delle piante acquatiche

Le piante acquatiche si possono coltivare anche in recipienti come vasi trasparenti o vaschette. Ogni idea può essere valida per abbellire il tuo giardino o la tua casa.

Le piante acquatiche si adattano a ogni clima e non necessitano di grossi sforzi di coltivazione. Ecco alcuni consigli che vi permetteranno di coltivare piante acquatiche in vaso, nell’acquario o nel laghetto di casa.

Per una buona riuscita della coltivazione delle piante acquatiche sono fondamentali due fattori: il terriccio e l’acclimatizzazione della pianta.
Le piante acquatiche si possono coltivare in qualsiasi tipo di recipiente, l’importante che sia di qualità impermeabile e non ossidi (sì alla terracotta, al vetro per vasi trasparenti, alla porcellana… no a vasi in metallo).

Una volta scelto il tipo di contenitore da utilizzare, bisognerà riempirlo per metà con il terriccio. Il substrato si prepara mescolando la torba, con 1/3 di fertilizzante naturale e con 1/3 di sabbia.

  1. Ultimare il rinterro con uno strato di almeno cinque centimetri di sabbia in modo che il terriccio non si disperda velocemente nell’acqua che verserai.

  2. Successivamente pianta i semi nel terreno, da qui le radici troveranno il necessario nutrimento e si svilupperanno a dovere. Se preferisci, puoi mettere a dimora direttamente piante acquatiche adulte.


Per la coltivazione delle piante acquatiche in stagni, laghetti artificiali, in ampie vasche o acquari di grandi dimensioni, lo strato di terriccio deve essere almeno circa 30 cm.

Il substrato dovrà essere compreso di fondo di drenaggio formato da ghiaia e da residui fogliari e infine uno strato di sabbia che, posto sopra il terriccio, impedisce l’intorpidimento dell’acqua.


La profondità del recipiente o della vasca deve essere legata alle condizioni climatiche: nelle zone calde deve essere maggiore che nei climi freddi. Perché? Perché in caso di scarsa profondità in estate, l’acqua si riscalda eccessivamente deperendo le piante coltivate. Nei climi freddi lo spessore inferiore, invece, permette allo strato d’acqua di riscaldarsi completamente.

Dopo aver piantato i semi o dopo aver concluso la messa a dimora, si versa l’acqua gradualmente fino a raggiungere un livello di necessità minimo. Ogni giorno, poi, bisognerà aggiungere dell’altra acqua in modo da permettere il raggiungimento della temperatura ottimale in modo graduale. L’acqua deve essere aggiunta durante le ore centrali del giorno per usufruire del calore solare, ultimando il riempimento in circa una settimana.

Ogni dieci giorni è buona regola controllare e ripristinare il livello dell’acqua in quanto tende a diminuire per l’assorbimento operato dalle stesse essenze e per l’evaporazione.

In caso di piante acquatiche tropicali, sarà necessario un termometro per il controllo della temperatura, inoltre, prima di procedere all’aggiunta dell’acqua è consigliabile scaldare leggermente l’acqua in modo che la pianta si abituerà più facilmente. Attenzione non versare mai l’acqua di getto, ma gradualmente e con un versamento dolce.

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