Descrizione: Latifoglia nobile e decidua dei nostri boschi; albero deciduo, di media o grande dimensione, può raggiungere i 25-30 m; piuttosto longevo con portamento simile all'A. di monte.
Fusto slanciato e dritto, chioma inizialmente piramidale diviene con l'età ovaleggiante e poi espansa, impostata su pochi rami eretto patenti.
Corteccia inizialmente liscia, bruno-grigiastra, diviene con l'età, fessurata longitudinalmente, ma non si distacca in placche.
I rametti sono bruno-giallastri e in primavera verdastri, glabri, lucidi e senza pruina, portano gemme opposte, ovali e le laterali appressate al ramo; hanno, nel periodo di riposo, perule rosso-brune con una macchia verdastra alla base, finemente cigliate al margine; le cicatrici fogliari si toccano.
Le foglie sono grandi, 8, 10-15 (20) cm, semplici palmato-lobate con 5-7 lobi divisi da seni poco profondi, allargati, arrotondati; i lobi terminano con una punta acuta, allungata e leggermente ricurva, per questo” Acero riccio”
La lamina a consistenza erbacea è di colore verde lucido su entrambe le facce, più scura quella superiore, è a base da quasi rettilinea a cordata acuta simile a quella dal Platano, da cui l'epiteto specifico “platanoides”.
Il picciolo è rossastro, lungo quanto la lamina ed emette lattice bianco quando è staccato.
I fiori sono poligami portati in corimbi eretti, con fiori bisessuali e unisessuali portati sulla stessa infiorescenza, come in A. di monte; sono pentameri, glabri, di colore giallo verdastri, gli 8 stami sono inseriti nella parte centrale del disco, l'antesi avviene poco prima della fogliazione in aprile-maggio; l'impollinazione è entomofila, molto ricercato dalle api.
Il frutto è una disamara lungamente peduncolata, con carpelli appiattiti a parete liscia e sottile, le ali sono lunghe 4-5 cm e sottili a base non ristretta, divergenti fino a quasi opposte; maturano in autunno (settembre-ottobre).
Le esigenze di germinazione sono simili a quelle di A. di monte ma esigono un periodo di chilling (vernalizzazione) ancora più lungo (3-4 mesi).
La plantula è simile a quella di A. di monte ma con cotiledoni più corti e foglioline primarie allungate con brevi seni arrotondati ad apice acuto e lucide sulle due pagine.
l'apparato radicale e ampio e robusto, con radici che penetrano verticalmente in profondità, non produce polloni radicali, ma se ceduato ricaccia bene dalla ceppaia.

Tipo corologico: Europ.-Caucas. - Europa e Caucaso.

Antesi: aprile÷maggio

Distribuzione in Italia: l'Acero riccio ha un areale molto vasto che si espande molto più ad est rispetto agli altri aceri per la sua esigenza di maggior continentalità del clima.
In Europa occupa quasi tutti gli stati ad eccezione delle regioni più atlantiche (Gran Bretagna, Irlanda, Olanda, Danimarca, Ovest della Francia e della penisola Iberica); a nord si trova nel sud della Norvegia, Svezia, Finlandia nei paesi baltici, ad est raggiunge gli Urali, a sud la Grecia, il Mar nero e il Caucaso.
In Italia è presente sporadico su tutto l'arco alpino fino alla pedemontana e in qualche bosco delle alte pianure del nord; si trova anche nell'Appennino settentrionale e con pochi esemplari nelle zone più interne di quello centrale.

Habitat: Specie mesofila ma esigente, più di tutti gli aceri, dal punto di vista edafico vuole terreni evoluti, profondi e fertili non acidi, tendenzialmente sciafila almeno da giovane e microterma, sopporta bene le gelate tardive in quanto entra tardi in vegetazione.
Specie di clima temperato freddo, in Europa centrale vive nelle pianure, in Italia preferisce il piano di vegetazione montano assieme al Faggio, anche con Abete bianco e Abete rosso e negli Appennini con Cerro occupando a piccoli gruppi le zone del Fagetum e sottozona calda del Picetum; in Italia settentrionale, in giuste condizioni di fertilità e freschezza, si può incontrare anche nelle formazioni dei Querco-carpineti collinari del Castanetum sottozona fredda.
In senso altitudinale rimane generalmente al di sotto delle quote raggiunte dall'Acero di monte (1500-1900 m) non superando solitamente i 1300 m di quota.
Specie ad accrescimento determinato di tipo monopodiale (gemme apicali di accrescimento) per tutta la vita tranne nei rami fioriferi che forma dei dicasio (gemma centrale fiorifera e gemme laterali a legno di accrescimento).

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